giovedì, 25 settembre 2008
Stavolta ecco apparire su Imeldasays un pezzetto importante della mia vita (qui scrive sempre Gianluca). Anzi due pezzetti. Il primo pezzetto è un coso peloso di nome Ciccio2827557307_ea161a12ec e lo vedete qui sotto.




































Ora Ciccio lo conoscono tutti i miei amici, e anche qualche amante che ahilui ha masticato peli-di-gatto (disseminati sul lettone, così come per tutta casa). È un gatto fessacchiotto, come tutti i gatti maschi,dorme in posizioni francamante assurde, ed ha un fortissimo interesse verso tutto quello che viene fuori da una scatoletta ed ha Sheba scritto sopra. In questo poco differisce dal suo coinquilino umano (io), solo che invece di Sheba la scritta che mi attira di solito è "Fontina".
Adesso, a parte sproloquiare di gatti, che è sì tipico di omosessuali non accoppiati di una certa età, ma forse ancora prematuro... beh si diceva, il fatto è che Ciccio è stato splendidamente fotografato. Non da me, che ho una coolpix che sgrana subito appena si passa dalla luce del mezzogiorno a quella delle 12,15, ma da un amico, che ne ha colto espressione un po' inebetita, posa raccolta,e  colore del pelo. Questo amico si chiama Roi, è argentino, vive in Italia ( a Bologna) insieme ad un'altra persona che mi è molto cara e di cui parlerò un'altra volta, ed è un bravo fotografo. Mi sembra giusto inanzitutto ringraziarlo pubblicamente per la foto, e quale posto mogliore di Imeldasays? Imelda ama le foto , i gatti e gli argentini, quindi, voilà!
Comunque Roi (che sta per Roberto, ndr) oltre che un bravo fotografo, è un caro amico, polemico a morte (ebbene si) ma anche molto paziente, capace di slanci bellissimi, e di non prendere fiato quando parla per parecchi minuti di seguito (ne conosco almeno un altro così...) 

E se qualcuno avesse curiosità di vedere le sue foto, andasse qui:
http://www.flickr.com/photos/savroi/

Se invece è Roi che volete vedere, gli ho fatto una foto a Monti poco tempo fa. Eccolo qui:
roi


























Quindi: grazie Roi per le foto splendide. Grazie, Gian, per la foto (questo lo dovrebbe dire Roi... alla fine è una foto decente).
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martedì, 16 settembre 2008
Visto che ormai sulla rete la sora Imma la chiamano Imma Carfagna, e Mara magari Mara Battaglia, lasciamo un po' di spazio anche alla superministra, che come la sora Imma di cui sopra vuole essere giudicata per i suoi fatti e non per le sue parole.
mara_carfagna_00
postato da: Nerobear alle ore 18:15 | Permalink | commenti (8)
categoria:carfagna
lunedì, 15 settembre 2008
Leggo oggi su Queerblog una dichiarazione di Imma Battaglia (ve la ricordate?)... ecco il link: http://www.queerblog.it/post/3963/per-imma-battaglia-i-gay-sono-vittimisti-e-non-discriminati
"Non se ne può più di questo bisogno di urlare una condizione che è normale, non ha nulla di particolare e che, detto seriamente, non subisce alcuna vera discriminazione. Chiedo scusa se sono molto sincera".
Ora chiedo scusa io se sono molto sincero, ma francamente, ma cosa dice?
Sul fatto che ci sia una forma di vittimismo anche forte tra gli omosessuali (ma a me sembra più una condizione italica in generale) posso essere d'accordo, perché la sperimento anche su me stesso, per carità. Ma sul fatto che non si subiscono discriminazioni, in quanto omosessuali, mi ri-chiedo: ma cosa cazzo va dicendo?
Siccome non credo che Imma Battaglia viva rinchiusa dentro il gay village, mi pare strano che non si renda conto di cosa la circonda. Di come sia diventata razzista, sessista, omofoba, maschilista la società italiana. Di come si stia facendo una vera e propria caccia-al-diverso, che sia gay, lesbica, trans, rom, nero, handicappato, donna... Le agghiaccianti immagini della trans inseguita di notte come un animale da tante persone "perbene" viste tempo fa in televisione, ve le ricordate? E le foto dell'extracomunitario trascinato dai vigili e quasi cacciato a forza dentro un bagagliaio (non ricordo il nome della località), scattate dai turisti e dagli abitanti allibiti (per una volta, meno male, non indifferenti)? Gli episodi giornalieri di omofobia solo a Roma?
Allora mi ri-ri-chiedo: siccome non vive chiusa nel Parco delle Ninfee ("prestigiosa" sede del Village 2008), non è cieca nè sorda, e non si chiama Mara Carfagna, perché ha fatto una dichiarazione così stupida?
Certo che la condizione omosessuale è normale. A Roma si dice "grazie al cazzo". Ma che non si subisca "alcuna vera discriminazione" , bella mia...
Poi sempre per andare a cercare di capire, spiluccando il web mi sono letto la dichiarazione di Imma Battaglia medesima su questo episodio. La trovate sul suo blog,  qui:
http://www.digayproject.org/Home/la_nostra.php?c=1437&m=9&l=it
Dopo averla letta, mi sono ri-ri-ri-chiesto ma cosa cazzo dice???
Una tra tutte:
"Il fatto che si denuncino sempre episodi di violenza, ma che ancora non si facciano campagne di prevenzione, piuttosto che i locali della Gay Street non mettano un pò di sicurezza privata a tutela della propria clientela, io lo trovo irresponsabile!
Come donna lesbica preferirei di gran lunga vedere una sicurezza organizzata da altre donne piuttosto che vedere le forze dell'ordine aggirarsi tra noi!"

Sinceramente come uomo omosessuale ma anche credo come donna lesbica o come trans o come disabile o come anziano o come extracomunitario, insomma, come persona, vorrei sapere che se vengo aggredito, insultato, minacciato, discriminato mi difende lo Stato. A prescindere da chi sono io.
E se lo Stato non lo fa, chiedo e pretendo che lo faccia, invece di decretare il fallimento di ogni lotta per i diritti piazzando la Security in un bar.

Per il resto... I.B. chiede di essere giudicata dai fatti ("consiglio a tutti di giudicare più dai fatti che dalle chiacchiere o presunte dichiarazioni", scrive sul blog). Intanto le sue dichiarazioni non mi sembrano affatto presunte. Poi i fatti come le chiacchiere sono davvero sotto gli occhi di tutti.

 


postato da: Nerobear alle ore 20:46 | Permalink | commenti (5)
categoria: , razzismo, violenza, omosessualità, omofobia, omologazione