mercoledì, 28 gennaio 2009
Lulu non c'è più.
La notizia mi arriva mentre sono sul treno domenica sera, via sms. Come sempre in queste situazioni, la mia reazione è fredda. Non accuso il colpo, resto più che altro stupito dal fatto in se, perché non me lo aspettavo. Sono sorpreso, e sono sorpreso anche dalla mia freddezza. Arrivato a casa, inizio a ripensare a Lulu. Ci siamo conosciuti tantissimi anni fa, al Baronato Quattro Bellezze, un locale a via di Panico. La prima cosa che ho pensato è stata "ma chi è sta matta?". E mi piacque subito. La prima impressione, alla fine, è sempre giusta. Negli anni in cui ci siamo conosciuti e frequentati abbiamo litigato tantissime volte, fatto pace altrettante, ci siamo voluti bene e odiati, stuzzicati e carezzati. Due amici che non potevano andare d'accordo, due caratteri alla fine inconciliabili. E non ci siamo più visti nè sentiti. Ma la mia mente ci è sempre andata a sbattere. Lei mi mostrava i miei difetti senza alcuna pietà e sicuramente non sbagliava mai.E una volta mi disse una cosa che forse era il complimento più bello (nella sua assoluta acidità, ovvio) che mi sia mai stato fatto. Mi disse: "Dovresti vivere come balli.". Vero. Quando ballo mi scateno, e sono felice. Quando vivo, no. Troppi legami, troppi tabù, troppi blocchi. Lulu lo vedeva e non ha mai smesso di dirmelo. Mi ha voluto bene, e io gliene ho voluto altrettanto, qualunque cosa sia poi successa.
Le ho dedicato tanti disegni e tra i tanti anche un fumetto. Superlulu, parodia dei supereroi Marvel, la vedeva assoluta protagonista. I fumetti Marvel fanno parte del mio mondo, e anche lei. Non lo amava molto perché si vedeva troppo mascolina, quello era il suo punto debole (Lulu era una transgender che alla fine aveva realizzato il suo sogno di cambiare sesso, o meglio, di ritrovare il sesso cui sapeva di appartenere). Non sono mai riuscito a spiegarle bene che la parodia era sui fumetti, ma che lei ne era la regina assoluta. Era un atto di amore, ed è con un disegno di quel fumetto che la voglio ricordare. SMACK!

superlulu!
postato da: Nerobear alle ore 13:14 | Permalink | commenti (3)
categoria:amicizia, comics, supereroi, ricordo, fumetto, lulu, transgender
giovedì, 22 gennaio 2009
Callegari_30
Accorrete numerosi!!!
postato da: Nerobear alle ore 12:21 | Permalink | commenti
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mercoledì, 21 gennaio 2009
Delicatamente quasi la ricamerei su questa pagina, se potessi. Ma insomma, vedo Roma tappezzata di manifesti dei cristiano riformisti (mi pare) che ci ricordano che dio c'è e che lo sapremmo anche noi atei... Intanto, io sono ateo, e so benissimo che dio non c'è. Quindi, parlassero per loro ma non per me.
Ve lo appoggio qui, sulla mia pagina, come un pizzo, come un cuscinetto di velluto.

diononc
postato da: Nerobear alle ore 01:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:diritti, libertà, cristiani, ateismo, cattolici, ateo, atei, diritto di replica, omologazione
giovedì, 08 gennaio 2009
Polemiche polemiche polemiche. Sulla chiusura, con tanto di lucchetti, di Monte Caprino (per chi non lo sapesse, Monte Caprino è lo storico luogo di battuage romano, proprio dietro il Campidoglio, un giardino molto bello)... Si stanno un po' scatenando su vari blog dell'area queer... e siccome è un argomento che mi interessa, ne ho scritto pure io. Ma siccome sono pure pigro, vi rifilo il testo del mio commento sul blog "ANELLI DI FUMO", il cui autore è uno dei pochi con cui mi trovi quasi sempre in sintonia.
La storia, in breve, è questa Alemanno mette i lucchetti ai cancelli di Monte Caprino, che a suo tempo Rutelli aveva fatto tirare su ma mai chiuso del tutto. Levata di scudi nel mondo gay romano, e conseguente discussione, con toni spesso moralistici che io personalmente trovo un po' patetici.

Essendo svogliato e pigro dopo le feste (più che mai), copio  e incollo il mio intervento, e mi autocito, diciamo. Tanto, il mio pensiero è proprio quello.

"Belli rigà... da bravo vecchietto di 41 anni, dei quali un po' passati anche a Monte Caprino a rimorchiare, vi dico... I parchi, i luoghi all'aperto, le stazioni di servizio, i cinema porno, le piazzole di sosta... sono tutti posti che saranno pericolosi, senza preservativi a portata di mano, freddini d'inverno, afosetti d'estate, quello che vi pare... e non saranno luoghi di "socializzazione" all'altezza di un locale arci (ahaha), di una sauna (ancora ahahah), e non offriranno le mille opzioni di una chattata su gayromeo o bearwww, ma........
Intanto, sono posti che offrivano una cosa importantissima: un accesso senza filtri o tessere di nessun tipo. Il che significa che un sacco di gente ci capitava, etero curiosi, bisessuali timidi, gay scazzati, insomma tutti quelli che non potevano o volevano passare per la cassa dei locali, per miliardi di ragioni. Come chi mi conosce un minimo sa bene, non difendo assolutamente il gay "velato". Ma il fatto che una persona potesse viversi queste situazioni al limite, accostandosi magari anche casualmente a una esperienza differente, io la trovavo una cosa giusta, e bella. Ed emozionante. Di mille ragazzetti con fidanzata, di padri di famiglia, di preti finocchi, che andavano per fratte (intendendo per fratte tutto l'universo del battuage di cui sopra), certamente questa esperienza a qualcuno (fosse anche uno solo) ha schiuso un nuovo mondo. Non credo che serva una tesserina di "parco-della-notte" a Monte Caprino, sarebbe ridicolo. E non credo che si possa difendere la chiusura del parco con argomentazioni del genere, perché finché esistono gli "atti osceni in luogo pubblico", nulla può cambiare su questo fronte, e dipende solo dalla tolleranza di una amministrazione la apertura o chiusura di un luogo di battuage... Ma almeno vorrei che non ci fossero le uscite moraliste di chi crede che un parco di notte sia un postaccio che non ci appartiene, diciamo così, mentre invece il "nostro" luogo è il circolo culturale omosessuale."

Quello che mi preme dire, è che anche un posto come Monte Caprino è un luogo dove qualcuno si conquistava una "libertà". Sono uno di quelli che partecipa attivamente ai Pride. Sono uno che non si nasconde, che vive la sessualità e l'affettività apertamente, sia a casa che al lavoro, che in generale nel mondo. Sono anche uno che non va per fratte da tanto tempo. Ma se il mondo deve essere fatto solo di locali con tessera (questa è l'Italia, al 99%), ovvero di ghetti legalizzati (per modo di dire, tra l'altro), mi spiace ma mi pare davvero una immagine povera, molto povera.