giovedì, 08 gennaio 2009
Polemiche polemiche polemiche. Sulla chiusura, con tanto di lucchetti, di Monte Caprino (per chi non lo sapesse, Monte Caprino è lo storico luogo di battuage romano, proprio dietro il Campidoglio, un giardino molto bello)... Si stanno un po' scatenando su vari blog dell'area queer... e siccome è un argomento che mi interessa, ne ho scritto pure io. Ma siccome sono pure pigro, vi rifilo il testo del mio commento sul blog "ANELLI DI FUMO", il cui autore è uno dei pochi con cui mi trovi quasi sempre in sintonia.
La storia, in breve, è questa Alemanno mette i lucchetti ai cancelli di Monte Caprino, che a suo tempo Rutelli aveva fatto tirare su ma mai chiuso del tutto. Levata di scudi nel mondo gay romano, e conseguente discussione, con toni spesso moralistici che io personalmente trovo un po' patetici.

Essendo svogliato e pigro dopo le feste (più che mai), copio  e incollo il mio intervento, e mi autocito, diciamo. Tanto, il mio pensiero è proprio quello.

"Belli rigà... da bravo vecchietto di 41 anni, dei quali un po' passati anche a Monte Caprino a rimorchiare, vi dico... I parchi, i luoghi all'aperto, le stazioni di servizio, i cinema porno, le piazzole di sosta... sono tutti posti che saranno pericolosi, senza preservativi a portata di mano, freddini d'inverno, afosetti d'estate, quello che vi pare... e non saranno luoghi di "socializzazione" all'altezza di un locale arci (ahaha), di una sauna (ancora ahahah), e non offriranno le mille opzioni di una chattata su gayromeo o bearwww, ma........
Intanto, sono posti che offrivano una cosa importantissima: un accesso senza filtri o tessere di nessun tipo. Il che significa che un sacco di gente ci capitava, etero curiosi, bisessuali timidi, gay scazzati, insomma tutti quelli che non potevano o volevano passare per la cassa dei locali, per miliardi di ragioni. Come chi mi conosce un minimo sa bene, non difendo assolutamente il gay "velato". Ma il fatto che una persona potesse viversi queste situazioni al limite, accostandosi magari anche casualmente a una esperienza differente, io la trovavo una cosa giusta, e bella. Ed emozionante. Di mille ragazzetti con fidanzata, di padri di famiglia, di preti finocchi, che andavano per fratte (intendendo per fratte tutto l'universo del battuage di cui sopra), certamente questa esperienza a qualcuno (fosse anche uno solo) ha schiuso un nuovo mondo. Non credo che serva una tesserina di "parco-della-notte" a Monte Caprino, sarebbe ridicolo. E non credo che si possa difendere la chiusura del parco con argomentazioni del genere, perché finché esistono gli "atti osceni in luogo pubblico", nulla può cambiare su questo fronte, e dipende solo dalla tolleranza di una amministrazione la apertura o chiusura di un luogo di battuage... Ma almeno vorrei che non ci fossero le uscite moraliste di chi crede che un parco di notte sia un postaccio che non ci appartiene, diciamo così, mentre invece il "nostro" luogo è il circolo culturale omosessuale."

Quello che mi preme dire, è che anche un posto come Monte Caprino è un luogo dove qualcuno si conquistava una "libertà". Sono uno di quelli che partecipa attivamente ai Pride. Sono uno che non si nasconde, che vive la sessualità e l'affettività apertamente, sia a casa che al lavoro, che in generale nel mondo. Sono anche uno che non va per fratte da tanto tempo. Ma se il mondo deve essere fatto solo di locali con tessera (questa è l'Italia, al 99%), ovvero di ghetti legalizzati (per modo di dire, tra l'altro), mi spiace ma mi pare davvero una immagine povera, molto povera.
venerdì, 05 dicembre 2008
corrdoio
Dal lbro appena uscito
"Partitura per spugne di mare e resine fossili"
una bellissima poesia di Cesare Callegari, ovvero l'altra metà di questo blog. E mi piace pubblicarla non solo perché Cesare ha scritto delle bellissime poesie, e questa in particolare mi ha colpito. Ma anche perché la radice della parola poesia risiede nel greco "poiein", ovvero FARE. Quando ho scritto il post "no they can't" qualcuno chiedeva "ma cosa possiamo fare?".  Credo che anche una poesia sia la risposta.


Nel taglio netto
Impollinando angeli attiralame,
la faccia mia, asciutta di granito, ha detto no.
Fronte stando, allo stomaco rivoltante,
da secoli riempito, del non chiarezze chiedere
che la mia mano ha armato di prodigi,
dita vuote si libravano nell'aria.
Nel riso scomposto che la liberazione adduce,
ho sputato sbavanti fumi,
rivelazioni scorrendo placido,sotto le palpebre chiuse.
Singole conoscenze che ruotano di piume,
madri, amate fascinazioni posticce,
rivelate come frumento piegato,
non sono più il mordente autunno,
che le foglie di sangue tinge.
Non esiste più vocabolario che prepara al crescere.
Non rimane più, per più di un'ora, la faccia piatta
e sbigottita di chi verde non vede il prato.

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categoria:poesia, arte, , bellezza, cesare
mercoledì, 05 novembre 2008
No-baloon
Allora.
Dopo essere stato a Parigi un weekend e avere avuto lo stesso rigurgito di tristezza che ho ogni volta che vado in un paese civile (anche se con le sue magagne) e poi mi tocca tornare qui nella palude.
Dopo essermi svegliato con un presidente degli USA che incarna un cambiamento epocale, e aver quindi visto che volendo anche un paese come l'America dopo anni di Bush può cambiare strada e vedere il futuro ("Yes, we can"!).
Dopo aver visto lo scempio in atto nel nostro, nel mio paese, perpetrato in ogni campo dall'attuale governo, con la ovvia a questo punto complicità di una opposizione che è vuota, impotente, inetta, poco trasparente.
Dopo le dichiarazioni deliranti di Berlusconi su qualsiasi cosa, che siano banche, crisi, Alitalia, riforma scolastica e universitaria, nucleare, scioperi e occupazioni, protocollo di Kioto, magistratura, televisione e mezzi di informazione, opposizione e governo. E una marea di italiani che se le bevono tutte.
Dopo Sua Calendaressa Mara Carfagna Ministro delle Pari Opportunità (come fanno delle donne pensanti a reggerla e a non viverla come un insulto, destra o sinistra che sia?).
Dopo la riapparizione di Licio Gelli.
Dopo le dichiarazioni gravissime di Cossiga sulle occupazioni, passate così, molto tranquillamente in cavalleria.
Dopo che Paola Binetti ha detto candidamente la sua, e Walter Veltroni la "mette a posto" con un buffetto, passando per libertà di opinione quello che è un pregiudizio orrendo che non dovrebbe appartenere a un partito civile, e non necessariamente di sinistra (ma invece evidentemente direi gli appartiene eccome). E dopo aver incassato l'ennesima esternazione di Imma Battaglia sull'argomento (veh che noia).
Dopo essere stato per l'ennesima volta trattato come carne-da-macello-politico da parte di un centrosinistra che non si merita nulla nè per il suo passato ( che colpevolmente cancella, visto che non ci ha mai veramente fatto i conti, cambiando regolarmente nome e simbolo, ma mai uomini e politica) nè per il suo presente (direi che è innegabile la pochezza che tutti abbiamo sotto gli occhi), con buona pace di chi ha votato pd (non io).

Dopo questo e troppo altro, mi sono detto. Ma Paola Binetti, può dire tutto quello che cazzo vuole, restare salda al suo posto, in un partito di centrosinistra, e tutti tranquilli, tranne ovviamente i soliti capri espiatori?
No, she can't.
Ma Veltroni può davvero gioire della vittoria di Obama (e a suo tempo ache di Zapatero) come se davvero avessero qualche cosa in comune, lui e dei veri leader politici?
No, he can't.
Ma davvero Fassino può trovare un punto in comune con Obama nel fatto che sono tutti e due contrari ai matrimoni gay?
No, he can't.
Ma davvero una destra orrida e razzista e una sinistra che ne è la sua versione sciapa devono essere i miei interlocutori?
No, They can't.

Cerchiamo una strada diversa please? Io come tanti altri, anche persone che la pensano in maniera completamente diversa, veniamo tutti i giorni defraudati di diritti, veniamo privati di vita, lavoro, soldi, piacere, ideali, futuro, da pochi, orrendi personaggi. E il tempo perduto ormai non ce lo daranno mai più indietro. Ecco, questo è il punto. Gli anni persi non tornano più. Ma è giusto, è sacrosanto non stare più zitti., non stare più fermi, fare qualcosa. A cominciare da chi si pone come mio referente (una sinistra che non esiste... sorry, una volta forse c'era, ma ora no, non c'è proprio più), da chi si cala nel ruolo di mio rappresentante senza che nessuno glielo abbia chiesto ne permesso (anche tante associazioni glbt...), e per finire a chi si permette di decidere della mia vita senza averne alcun diritto. Non ultimi gli orrendi parlamentari omosessuali non dichiarati da cui tutto questo blog era iniziato... quelli che ipocritamente votano contro ogni sia pur minimo diritto agli omosessuali, perché la loro carriera ne risentirebbe (ah mi sanguina il cuore davvero) e perché, non scordiamocelo, sono comunque dei privilegiati, e vivono apparentemente in un mondo ben diverso dal nostro, un mondo in cui nessuno paga i propri errori (ma noi si), in cui non ti è richiesta alcuna coerenza, alcuna dignità, alcuna moralità (ma è imposta a noi però...). Ma la devono sempre passare liscia? No, they can't.
Basta. Facciamo qualcosa.
mercoledì, 22 ottobre 2008
palingelmin

Ecco. Eccole qua. Rigà, una è Sarah Palin. L'altra è Mariastella Gelmini. Ehm...... sono identiche. IDENTICHE. Due pecoredolly. Mi è venuto un colpo.
Sono inquieto.
Questo è il definitivo segnale che è iniziata l'Invasione degli Ultracorpi. I Baccelloni anni cinquanta, che si sostituivano agli esseri umani... Ve li ricordate?
In effetti di segni premonitori se ne sono visti tanti. Anche solo elencando alla rinfusa si capisce che l'Italia ne è piena.
Guardate per esempio Walter Veltroni che ti presenta Rutelli a sindaco di Roma (chiaramente, due baccelloni, l'uno e l'altro), e poi scarica allegramente Di Pietro (non ancora baccellone, apparentemente).
Roma ha finalmente un sindaco baccellone che sgombera i centri sociali. Milano e Bologna, da mo'.. ( Milano sempre avanti, eh?). Vediamo se Alemanno sgombera pure Casa Pound...
Papa Ratztinger. Dico. Ma secondo voi è umano? No. Baccellone. Supremo. Forse il prototipo.
Berlusca (vi pare abbia capelli da essere umano??), premier baccellone dal sorriso da pianta carnivora, contro il pacchetto europeo sulla lotta al cambiamento climatico... Chiaro. Un ultracorpo può vivere anche in condizioni di inquinamento estremo, anzi vi prospera.
Mara Carfagna, vero e proprio Ultracorpo-Da-Calendario. Forse uno dei baccelloni meno umani per la fissità dello sguardo, vetrificato in una perenne espressione tra l'attento e lo stupito (quasi stesse ancora incamerando dati) e per il corpo scolpito, non certo tipico del politico italiano medio.
Imma Battaglia, che è evidentemente stata sostituita da una baccellona una notte di qualche anno fa... Ancora purtroppo ondeggia tra i ricordi di una precedente vita politica come attivista glbt (probabilmente strascichi della umana assimilata) e le dichiarazioni da baccellona di destra, tra cui la solidarietà espressa a Francesca Mambro, stragista e pluriomicida.
Maria De Filippi. Patrizia De Blanc e il suo sottoclone Giada. Patti Pravo. Sofia Loren. Troppo poco umane. Baccelone. Pippo Baudo e Mike Buongiorno? Protobaccelli.
Bossi, Calderoli, Borghezio... Baccelli, e non tra i migliori. La Russa, baccellone rauco. Alessandra Mussolini, baccellona quasi-folk. Baccelloni dimenticati come Pecoraro Scanio e Bertinotti. Baccelloni in rapida ascesa come il ministro Brunetta, microbaccello potentissimo!
E tutto il mondo ne è pieno... Guardate, due cloni identici sono uno in Italia e uno in Alaska...
Non vi fanno paura?
Possiamo andare avanti all'infinito... ma soprattutto, LORO possono andare avanti all'infinito sul serio. Fermiamo l'Invasione degli Ultracorpi, prima che sia troppo tardi.
giovedì, 09 ottobre 2008
La prima chicca è spuntata fuori leggendo queerblog. Andatevi a sfrucugliare (se po' dì?) questo post, i commenti, ascoltate gli estratti sonori da RadioMaria (ebbene si).
http://www.queerblog.it/post/4105/radio-maria-i-gay-e-la-dottoressa-atzori
E poi non ditemi che non viviamo in tempi cupi. Una dottoressa infettivologa e pare anche brava, che dice un sacco di cazzate sull'omosessualità, spacciando tra l'altro per scientifico (sai, LEI è dottoressa..) quello che scientifico non è. Certo nulla di nuovo eh? Altro che Carfagna e i suoi amici gay. Questa qui è n'arta matta.
Ma per chi è a Milano sabato 11 ottobre, si svolgerà un sit-in anti-integralista presso l'ospedale Luigi Sacco, in via G.B.Grassi 74.

La seconda chicca spunta fuori dal blog di Tiziana Maiolo. Che anche lei ne spara grosse, ma la cosa divertente stavolta sono i commenti al suo post " Esercito e polizia, per favore non litigate!"
http://www.tizianamaiolo.it/blog/?p=53#comments
C'è il commento di tale Luca Moretti che è un concentrato di scempiaggini e razzismo raccapricciante. Ma MAI quanto i suoi vestiti (è stilista... seguite il link, arrivate al suo sito, e buona camicia a tutti). Me so'decisamente divertito. Soprattutto sperando che quello della foto sia proprio lui.

La terza chicca è la decisione di Alemanno di cancellare il finanziamento a FotoGrafia, il festival internazionale di fotografia di Roma. E anche, mi pare (anche se la notizia non ha avuto molto risalto) al Tek Festival. E chissà a cos'altro. In nome della celebrazione del Manifesto Futurista. Tiè, è iniziata la Damnatio Memoriae.

Poi c'è sempre la Carfagna che dichiara la Guzzanti "fragile mentalmente" (lei invece è "soda", mentalmente parlando?).  Mentre per una volta babboGuzzanti sconfessa il suo idolo Berlusconi ("troppo amico di Putin, mi fa vomitare"... era ora).

Voilà le chicche del giorno.
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categoria:roma, fotografia, , guzzanti, alemanno, carfagna, damnatio memoriae
mercoledì, 08 ottobre 2008
Weekend a Napol, con amichetti. Città fantastica, cibo fantastico, gente fantastica. Risultato: tornato da Napoli mi sono pesato, e la bilancia mi ha dato davvero la stoccata finale. Tiè, ho superato ogni record. Quindi ora si inaugura una stagione di assoluta austerità. SIGH...
Intanto però ecco qualche foto. Compresi anche i temibili, buonissimi "ministeriali", dolcetti al cioccolato che... mmmhhh...
E comunque... se a Roma abbiamo il distributore automatico di magliette di JustCavalli... A Napoli c'è l'AntiAging Cafè! Aiuto!

La Bomboniera chic


























BabbĂ !


























Ministeriali


























Napoli, cortile



































panni stesi



































Antiaging cafè????


























autoritratto



























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categoria:dieta, weekend, napoli,
lunedì, 15 settembre 2008
Leggo oggi su Queerblog una dichiarazione di Imma Battaglia (ve la ricordate?)... ecco il link: http://www.queerblog.it/post/3963/per-imma-battaglia-i-gay-sono-vittimisti-e-non-discriminati
"Non se ne può più di questo bisogno di urlare una condizione che è normale, non ha nulla di particolare e che, detto seriamente, non subisce alcuna vera discriminazione. Chiedo scusa se sono molto sincera".
Ora chiedo scusa io se sono molto sincero, ma francamente, ma cosa dice?
Sul fatto che ci sia una forma di vittimismo anche forte tra gli omosessuali (ma a me sembra più una condizione italica in generale) posso essere d'accordo, perché la sperimento anche su me stesso, per carità. Ma sul fatto che non si subiscono discriminazioni, in quanto omosessuali, mi ri-chiedo: ma cosa cazzo va dicendo?
Siccome non credo che Imma Battaglia viva rinchiusa dentro il gay village, mi pare strano che non si renda conto di cosa la circonda. Di come sia diventata razzista, sessista, omofoba, maschilista la società italiana. Di come si stia facendo una vera e propria caccia-al-diverso, che sia gay, lesbica, trans, rom, nero, handicappato, donna... Le agghiaccianti immagini della trans inseguita di notte come un animale da tante persone "perbene" viste tempo fa in televisione, ve le ricordate? E le foto dell'extracomunitario trascinato dai vigili e quasi cacciato a forza dentro un bagagliaio (non ricordo il nome della località), scattate dai turisti e dagli abitanti allibiti (per una volta, meno male, non indifferenti)? Gli episodi giornalieri di omofobia solo a Roma?
Allora mi ri-ri-chiedo: siccome non vive chiusa nel Parco delle Ninfee ("prestigiosa" sede del Village 2008), non è cieca nè sorda, e non si chiama Mara Carfagna, perché ha fatto una dichiarazione così stupida?
Certo che la condizione omosessuale è normale. A Roma si dice "grazie al cazzo". Ma che non si subisca "alcuna vera discriminazione" , bella mia...
Poi sempre per andare a cercare di capire, spiluccando il web mi sono letto la dichiarazione di Imma Battaglia medesima su questo episodio. La trovate sul suo blog,  qui:
http://www.digayproject.org/Home/la_nostra.php?c=1437&m=9&l=it
Dopo averla letta, mi sono ri-ri-ri-chiesto ma cosa cazzo dice???
Una tra tutte:
"Il fatto che si denuncino sempre episodi di violenza, ma che ancora non si facciano campagne di prevenzione, piuttosto che i locali della Gay Street non mettano un pò di sicurezza privata a tutela della propria clientela, io lo trovo irresponsabile!
Come donna lesbica preferirei di gran lunga vedere una sicurezza organizzata da altre donne piuttosto che vedere le forze dell'ordine aggirarsi tra noi!"

Sinceramente come uomo omosessuale ma anche credo come donna lesbica o come trans o come disabile o come anziano o come extracomunitario, insomma, come persona, vorrei sapere che se vengo aggredito, insultato, minacciato, discriminato mi difende lo Stato. A prescindere da chi sono io.
E se lo Stato non lo fa, chiedo e pretendo che lo faccia, invece di decretare il fallimento di ogni lotta per i diritti piazzando la Security in un bar.

Per il resto... I.B. chiede di essere giudicata dai fatti ("consiglio a tutti di giudicare più dai fatti che dalle chiacchiere o presunte dichiarazioni", scrive sul blog). Intanto le sue dichiarazioni non mi sembrano affatto presunte. Poi i fatti come le chiacchiere sono davvero sotto gli occhi di tutti.

 


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categoria: , razzismo, violenza, omosessualitĂ , omofobia, omologazione
mercoledì, 13 agosto 2008
Beh. L'idea era già abbastanza chiara prima delle vacanze. Ma dopo aver passato una decina di giorni ad Amsterdam ogni dubbio è sparito.
Ovvero. Basta tessera Arci. E già che ci siamo, che è estate, e che siamo a Roma, basta pure Gay Village. Spero di non dire troppe cose imprecise, ma il succo direi che torna.
La domanda ce la pongono sempre gli stranieri che vengono a Roma. Perché per andare in un locale gay in Italia dobbiamo fare una tessera, dare un documento di identità, pagare sette euro (mi pare) per una tessera mensile o quattordici (mi pare) per una tessera annuale, oltre a un ingresso e poi alle relative consumazioni (sempre parecchio care, tra l'altro)?
La risposta era sempre la stessa. La legge italiana vuole così. Se vuoi avere una darkroom, il locale non può essere un locale pubblico (altrimenti ogni atto sessuale viene catalogato come "atto osceno in luogo pubblico" e passibile quindi di multe, etc etc). Quindi saune, locali dove si può fare sesso etc devono essere degli spazi "privati", e la maniera più semplice è che siano delle "associazioni culturali". Sempre per semplificarci la vita, l'ARCIGAY ha fatto in modo di prepararci una tessera con un costo annuale ( ma anche in versione light per i visitatori) che valga in tutti i locali del circuito ARCIGAY.
Questa la pappardella che raccontiamo ai turisti che ovviamente non capiscono molto bene. A Madrid, ad Amsterdam, a Parigi, a Stoccolma, a Berlino, entri in un bar, bevi, scopi, esci, rientri, riesci, chiacchieri, passi da un locale all'altro, senza nessun problema, per nessuno. Ovviamente ci guardano come alieni.
Certo, è il solito segno di arretratezza rispetto a paesi meno omofobi e sessuofobi, e bla bla bla... ma che possiamo farci noi? Anzi che almeno c'è l'ARCI che... E via con la solita storia... Ma qualcosa non mi tornava. Mentre ad ogni viaggio mi godevo la libertà di gironzolare da un posto all'altro, se e come mi pareva e senza finire sul lastrico, a Roma vivo come un carbonaro. Entro in un locale, il rito del controllo della tessera, tutto un po' buio, nascosto, poi la solita birra a quattro-cinque-sei euro...la tessera arci è scaduta, fuori alrti quattrodici euro... E a un certo punto mi è mancata l'aria. Letteralmente. Mi sono fatto le stesse domande che si fanno gli stranieri, e non ho più trovato accettabili le risposte. Mi sono chiesto di nuovo: ma io cosa posso farci se la legge italiana è questa? E mi sono dato una nuova risposta. Che non vuole essere nè quella giusta, o l'unica possibile, ma è quella che mi sono dato io. SE l'ARCIGAY volesse davvero fare qualcosa per cambiare questo stato di arretratezza, dovrebbe essere l'ARCIGAY stessa a promuovere una campagna per cambiare la legge in Italia. A non accettarla per buona, a combatterla invece di avallarla ( e goderne peraltro i frutti, sia con i soldi degli "associati", ovvero noi, sia con i soldi dei locali affiliati, che mi pare paghin una quota annuale in cambio, si spera, di assistenza sulle questioni legali e burocratiche per aprire la fatidica associazione culturale... o no?). Non è un caso che se a Roma un embrione di "quartiere gay" è nato, è nato intorno a un bar aperto sulla strada, come il Coming Out, e non intorno ai soliti locali con porta-suona-apri-tessera-riaprilasecondaporta. Volere poi imporre a un centinaio di metri di strada l'etichetta di Gay Street secondo me è un altro discorso, purtroppo a Roma siamo ben lontani dall'avere una Chueca o un Marais... Per non dire tra l'altro che forse il bello sarebbe avere una città intera che accoglie, e non una stradina o un quartiere "dedicato"... ma questo è un discorso differente.
Insomma. Mi ritrovo di fronte al solito paradosso. C'è una associazione che lotta per i diritti degli omosessuali, gay lesbiche trans e quant'altro, che mobilita energie, forze, soldi, per portare avanti una lotta sulle coppie di fatto in maniera che si è dimostrata assolutamente fallimentare (vi ricordate i Pacs? e i Dico? E il prontissimo voltafaccia dei politici di "sinistra"? Ma vi ricordate anche la debolezza dell'ARCI nel cercare un contatto con un mondo che contatti con noi non ne ha mai voluti, voto a parte?). Questa stessa associazione ha tra l'altro richiesto "decoro" all'ultimo Pride nazionale per far vedere agli italiani tutti che siamo come tutti, buoni, cari, e inoffensivi (per la morale? per il paese? per la famiglia? per chi??).
Beh. Io invece voglio qualcosa di diverso. Non credo di dover dimostrare a chicchessia che sono "normale". Credo invece di dover essere libero di essere diverso, come peraltro tutti, e che questa diversità sia un valore da esaltare e non da reprimere. Così come il sesso non è una pratica da nascondere con pruderie. In fondo è la scelta sessuale/affettiva il nostro minimo comun denominatore. Intorno a cosa vogliamo costruire una vita differente e migliore per tutti noi ( e, sinceramente, anche per i non-omosessuali) se noi siamo i primi a censurARCI?
Quindi, dopo tutto sto papiro elettronico il succo è: perché devo avere una tessera di una associazione che in mille modi vuole convincerci/mi che l'unica strada possibile è l'omologazione, è essere buono bravo e inoffensivo, un bravo lavoratore che paga le tasse (anche se spesso poi i soldi delle suddette tasse finanziano anche iniziative omofobe) e rispetta le leggi (anche se le suddette leggi sono arretrate, omofobe, sessuofobe e maschiliste), e che sa stare al suo posto, sfilando ordinato e decoroso a un Pride che invece dovrebbe essere un Pride di emergenza assoluta? Perché?
Quindi basta tessera ARCIGAY, almeno per me. Esistono locali gay non-ARCIGAY, esistono le chat, le strade, discoteche, parcheggi, cinema porno... esistono mille altre possibilità che mi inventerò.

ps ma perché la tessera ARCI costa 5 euro e quella ARCIGAY 14????