domenica, 21 giugno 2009

light
Una settimana dopo il Roma Pride 2009. Una settimana per digerire la fatica, il lavoro ma anche l'emozione che comunque si prova nello sfilare per le strade (quasi proibite) di Roma. Molto di più per digerire alcuni commenti sentiti e letti, circa il Pride, circa I Pride, etc etc... Uno in particolare, su un blog, fa riferimento ai due manifestanti (yes li chiamo così) che si sono armati di micro-carro-allegorico, uno impersonando un Cristo sul calvario con croce swarosky, e una invece, splendida Madonna celeste. Il post e alcuni relativi commenti erano ( e come te sbagli?) sul fatto che questo atto di vilipendio (uh!) ci aliena (indovina un po'...) il... il... mondo cattolico, ecco!

MA PER FAVORE.

Io credo due cose. Che i cattolici in gamba (e ce ne sono) che hanno riflettuto anche solo per un attimo sulle questioni glbt (matrimoni-adozioni-paridiritti) non si fanno certo smuovere da un uomo vestito da cristo e da una trans che impersona la madonna ad un Pride. I bigotti che sono disposti a tollerarci fintanto che ci vestiamo bene parliamo poco e protestiamo zero, sinceramente, non credo siano le persone che faticosissimamente parte del mondo glbt sta cercando di tirare a se, o forse mi sbaglio?

Si, forse mi sbaglio. Perché l'attenzione, la delicatezza che si pone nei confronti delle presunte sensibilità altrui non si pone assolutamente verso chi, dalla tua stessa parte manifesta per uno stesso scopo. E vai col solito tritissimo attacco stile "il pride è una carnevalata" "le solite trans col culo di fuori" "attenzione a non alienarci il mondo cattolico" etc etc etc...

E qui, la seconda cosa che credo. Che ormai anni di Pride, di attenzione se non di impegno diretto, mi hanno insegnato che tutto rientra in una battaglia ben più ampia tra bigottismo, chiusura mentale, conformismo, e altre visioni. Perché dopo gli insulti continui e reiterati che gran parte del mondo cattolico ufficiale ci ha sbattuto in faccia (il più clamoroso? il Family Day, per esempio), e che sono deplorati dai pochi cattolici aperti che esistono anche in Italia, mi tocca vedere anche il cotè benpensante glbt, che deplora il culo e la tetta (ma anche l'aluccia di angelo e la corona di spine) mostrati a un pride, che è una manifestazione diversa dalle altre proprio perché unisce anche un aspetto baraccone (se vogliamo) che però, e QUI CASCA L'ASINO, ha un senso anche politico. E mi spiace per chi la vede diversamente, ma la liberazione parte dai propri corpi, qualunque essi siano: quindi non solo i muscolosi boy dei carri dei locali, ma anche noi orsi panzuti o qualche delicato scricciolo più ossa che muscoli, non solo le transessuali da cover di Vanity Fair o superlesbochic, ma trans, lesbiche più o meno butch o femme, tutti abbiamo dei corpi che esprimono un desiderio feroce e forte, desiderio che ci viene negato e che siamo talmente abituati a non vedere più, a volte, che neanche ci rendiamo conto ci neghiamo noi stessi per primi. Siamo stati ben educati fin da piccoli a rispettare le autorità che non ci rispettano. Chiesa in prima fila. Autorità morale ed etica che io non riconosco più. Quindi, se diventano degli interlocutori ne sono felice (come per chiunque si affacci a un dialogo). Ma sorry, non vedo proprio in cosa possano indicarmi una strada da seguire.
E quindi sono anche stanco di sentimi dire da un gruppo di gay benpensanti cosa è decente e cosa è indecente (perchè mai il mio sedere dovrebbe essere più indecente di un qualsiasi sedere di pubblicità televisiva, sodezza a parte coff coff), cosa è opportuno e cosa non è opportuno fare con i cattolici (voglio dire... alcune critiche vengono da esponenti del partito che culla e coccola nel suo seno tutto politicalcorrectness personaggi come la Binetti)...
Basta cazzate. Basta nascondersi dietro un dito. Basta vergognarsi di come si è ( perché in fondo in fondo è quello il punto, miei cari) e basta far vergognare gli altri per quello che sono.

Baci a tutti, ma soprattutto al mio Cristo e alla mia Madonna preferiti! (di cui non ho manco una foto da postarvi, ahimè).
Un po' di foto le potete vedere qui:
http://www.flickr.com/photos/nerobear/sets/72157619654687383/
mercoledì, 10 giugno 2009
Stop Homophobia
(scusate Ho scordato l'acca davanti alla O... eheheh)

Erano secoli che non scrivevo nulla su questo blog. Come forse succede a tutti, a una prima fase fremente e innamorata, segue il momento del non-mi-va, non-so-che-scrivere... e il tempo passa. Non avevo più voglia di commentare le orride uscite du questo governo e di "questa" opposizione (? quale?). Non me la sentivo di scrivere niente su madame ratzinger o su un qualsiasi ministro italico. Nemmeno Veronica e il Noemi-gate mi avevano smosso (certo le foto di noemiletizia che va a votare conciatissima, novella ParisHilton campana, con mamma botox al seguito, mi aveva dato un certo friccicorino ar core...). Manco il serafico berlusca che si tampona (e sembra Monsieur Toussaud). Perfino le canaglie leghiste che sbraitano e vomitano razzismo mi avevano stancato. Mi chiedevo perché parlare di queste schifezze, e non di belle cose. Sono stato in Giappone. Un posto fantastico, un viaggio meraviglioso. Sì, sono un po' categorici, un filo maschilisti, lievemente autoritari e fascistelli. Ma il Giappone è uno splendore. Potevo parlare di questo. Ma nulla.

Poi oggi un episodio. Su flickr (per chi non lo sapesse, un social network dedicato alla fotografia, diciamo così) una persona viene insultata pesantemente (via mail, ma comunque insultata) solo perché esprimeva ammirazione per le foto di uno degli iscritti ( nei termini assolutamente consentiti da flickr stesso, ovvero assegnando il "fave", la stellina del favorito, alle foto che si preferiscono. Alla richiesta di spiegazioni, l'utente è stato nuovamente insultato e poi bloccato.
Una piccola comunità gaia che naviga, mette foto, si commenta e si corteggia allegramente, si è ribellata a questo atto odioso, insulso, vigliacco. E ne è nato un microcaso,  un gruppo che si unisce intorno al tema "Fuck Homophobia", e forse per le persone coinvolte direttamente un minuto doverso da come vanno le cose qui. Per una volta.
Per una volta la persona insultata ha sentito che non era sola e che dietro aveva tanta gente disposta a lottare insieme, anche su una sciocchezza come questa.Per una volta la persona che ha insultato avrà pensato che non sempre si può dire e fare tutto quello che si vuole senza subire ami le conseguenze di ciò che si fa. Si può essere omofobi. Si può non condividere stili di vita diversi, pensieri diversi, destini diversi. Si può sentire una persona come aliena anche se "Homo sum, humani nihil a me alienum puto". Per carità. MA se insulti una persona, se la attacchi gratuitamente, solo perché diversa, solo perché abituato a vincere e a vivere nell'impunità per indifferenza altrui, beh... beh non sempre va così.
E anche se la persona in questione semplicemente si è trovata al centro dell'attenzione di diverse persone NON perché fa delle belle foto (che peraltro fa, va detto) o perché è un bel ragazzo ( e lo è e lo sa, autocelebrandosi nei suoi scatti), ma perché ha espresso un'animo volgare, strafottente, lontano anni luce da un comune sentire civile.. beh insomma.. ben gli sta. Non credo che il pomeriggio passato a scoprire che si parlava di lui su flickr e facebook gli abbia insegnato molto su educazione e tolleranza (non ha mica chiesto scusa alla persona insultata), ma sicuramente qualcosa lo abbiamo imparato noi, su cosa significa essere solidali, e fare comunità.

Tutto questo a pochissimi giorni dal Pride romano.

Baci a tutt*



martedì, 03 febbraio 2009
Ci sta poco da dire. Maroni annuncia la linea dura con i clandestini. Dice: "Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge".
Maroni è un deficiente, e mi permetto il tono pesante. Essere giusti, è una cosa. E si può essere giusti e rigorosi. Essere cattivi, un'altra. E una istituzione non può essere cattiva. Non deve. Un suo rapresentante NON PUÒ permettersi certo toni, anche perché come ministro rappresenta i leghisti e i razzisti che lo hanno votato, ok, ma ha il dovere di rappresentare anche gli italiani che non lo hanno votato e che come lui non la pensano. Inutile sparare cazzate, questi ( questi sono i leghisti, i fascisti, tanta gente "perbene", tanti benpensanti) sono dei RAZZISTI della peggior specie, agiscono solo in base ai pregiudizi più beceri e ributtanti, e, checché se ne dica, in una democrazia evoluta il razzismo è un DISVALORE. Nulla giustifca certi atteggiamenti, nemmeno l'"emergenza criminalità".
La vera emergenza in Italia è questa. Il razzismo, l'ignoranza la paura, alimentate anche ad arte.
MARONI & C. please, NO YOU CAN'T.

No-baloon
postato da: Nerobear alle ore 01:46 | Permalink | commenti
categoria:paura, razzismo, violenza, lega, maroni, fascismo, razzisti, ignoranza, emergenza
mercoledì, 05 novembre 2008
No-baloon
Allora.
Dopo essere stato a Parigi un weekend e avere avuto lo stesso rigurgito di tristezza che ho ogni volta che vado in un paese civile (anche se con le sue magagne) e poi mi tocca tornare qui nella palude.
Dopo essermi svegliato con un presidente degli USA che incarna un cambiamento epocale, e aver quindi visto che volendo anche un paese come l'America dopo anni di Bush può cambiare strada e vedere il futuro ("Yes, we can"!).
Dopo aver visto lo scempio in atto nel nostro, nel mio paese, perpetrato in ogni campo dall'attuale governo, con la ovvia a questo punto complicità di una opposizione che è vuota, impotente, inetta, poco trasparente.
Dopo le dichiarazioni deliranti di Berlusconi su qualsiasi cosa, che siano banche, crisi, Alitalia, riforma scolastica e universitaria, nucleare, scioperi e occupazioni, protocollo di Kioto, magistratura, televisione e mezzi di informazione, opposizione e governo. E una marea di italiani che se le bevono tutte.
Dopo Sua Calendaressa Mara Carfagna Ministro delle Pari Opportunità (come fanno delle donne pensanti a reggerla e a non viverla come un insulto, destra o sinistra che sia?).
Dopo la riapparizione di Licio Gelli.
Dopo le dichiarazioni gravissime di Cossiga sulle occupazioni, passate così, molto tranquillamente in cavalleria.
Dopo che Paola Binetti ha detto candidamente la sua, e Walter Veltroni la "mette a posto" con un buffetto, passando per libertà di opinione quello che è un pregiudizio orrendo che non dovrebbe appartenere a un partito civile, e non necessariamente di sinistra (ma invece evidentemente direi gli appartiene eccome). E dopo aver incassato l'ennesima esternazione di Imma Battaglia sull'argomento (veh che noia).
Dopo essere stato per l'ennesima volta trattato come carne-da-macello-politico da parte di un centrosinistra che non si merita nulla nè per il suo passato ( che colpevolmente cancella, visto che non ci ha mai veramente fatto i conti, cambiando regolarmente nome e simbolo, ma mai uomini e politica) nè per il suo presente (direi che è innegabile la pochezza che tutti abbiamo sotto gli occhi), con buona pace di chi ha votato pd (non io).

Dopo questo e troppo altro, mi sono detto. Ma Paola Binetti, può dire tutto quello che cazzo vuole, restare salda al suo posto, in un partito di centrosinistra, e tutti tranquilli, tranne ovviamente i soliti capri espiatori?
No, she can't.
Ma Veltroni può davvero gioire della vittoria di Obama (e a suo tempo ache di Zapatero) come se davvero avessero qualche cosa in comune, lui e dei veri leader politici?
No, he can't.
Ma davvero Fassino può trovare un punto in comune con Obama nel fatto che sono tutti e due contrari ai matrimoni gay?
No, he can't.
Ma davvero una destra orrida e razzista e una sinistra che ne è la sua versione sciapa devono essere i miei interlocutori?
No, They can't.

Cerchiamo una strada diversa please? Io come tanti altri, anche persone che la pensano in maniera completamente diversa, veniamo tutti i giorni defraudati di diritti, veniamo privati di vita, lavoro, soldi, piacere, ideali, futuro, da pochi, orrendi personaggi. E il tempo perduto ormai non ce lo daranno mai più indietro. Ecco, questo è il punto. Gli anni persi non tornano più. Ma è giusto, è sacrosanto non stare più zitti., non stare più fermi, fare qualcosa. A cominciare da chi si pone come mio referente (una sinistra che non esiste... sorry, una volta forse c'era, ma ora no, non c'è proprio più), da chi si cala nel ruolo di mio rappresentante senza che nessuno glielo abbia chiesto ne permesso (anche tante associazioni glbt...), e per finire a chi si permette di decidere della mia vita senza averne alcun diritto. Non ultimi gli orrendi parlamentari omosessuali non dichiarati da cui tutto questo blog era iniziato... quelli che ipocritamente votano contro ogni sia pur minimo diritto agli omosessuali, perché la loro carriera ne risentirebbe (ah mi sanguina il cuore davvero) e perché, non scordiamocelo, sono comunque dei privilegiati, e vivono apparentemente in un mondo ben diverso dal nostro, un mondo in cui nessuno paga i propri errori (ma noi si), in cui non ti è richiesta alcuna coerenza, alcuna dignità, alcuna moralità (ma è imposta a noi però...). Ma la devono sempre passare liscia? No, they can't.
Basta. Facciamo qualcosa.
giovedì, 30 ottobre 2008
nostalgiacanaglia

Da Repubblica.it di oggi: Manganelli: "Su manifestazioni sono molto sereno"
Il capo della polizia Antonio Manganelli si dice "molto sereno" per le manifestazioni degli studenti in corso di svolgimento in tutta Italia. Sul fatto che questa mattina le manifestazioni si stiano svolgendo in maniera pacifica, il capo della polizia ha affermato: "Speriamo".
Che infelice onomastica... Poi ora che c'è questa arietta di recupero-del-ventennio...  BBBRRRR
Ma davvero Nostalgia Canaglia
postato da: Nerobear alle ore 17:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:roma, violenza, fascismo, gelmini, scontri, spranghe, piazza navona, anni trenta